Sulle orme di Fausto Coppi da Cuneo a Pinerolo
Data: Lunedì, 02 dicembre @ 14:05:28 CET
Argomento: Itinerari strada


E’ il 21 Luglio 2012 e la sveglia suona presto, anzi molto presto, troppo presto. Sono le 3 del mattino quando i "ragazzi" passano per prelevarmi a casa con l'auto già carica del necessario per il giro in bici.

Solitamente quando mi alzo così presto il mio umore non è dei migliori ma questa mattina stranamente prevale l’allegria, perché tra me e me penso che la fatica maggiore non sarò io a farla, anche se in seguito dovrò ricredermi.

Ma veniamo alla cronaca della giornata che sta per iniziare.

La partenza da Rivalta, come già detto, è fissata per le 3 e quando salgo in auto trovo Lanfranco Leo e Sergio già vestiti di tutto punto, che non perdono occasione per farmi notare che io sono in “abiti civili”, infatti io oggi dovrò occuparmi della parte di supporto che consisterà nel guidare l’auto, fare le foto e altre cose, mentre loro tre dovranno percorrere gli oltre 200 km che separano Cuneo da Pinerolo, in sella alla bici da corsa  scavalcando i 5 colli in sequenza colle della Maddalena, Col de Vars, col de L’Izoard, colle del Monginevro e infine colle del Sestriere, e tutto questo prima che scendano le tenebre della notte, naturalmente.

Questa cavalcata alpina era già stata fatta 10 anni prima da Lanfranco e Sergio.

Partiti da Rivalta ci dirigiamo verso Cuneo che raggiungiamo alle 4,30 con la sorpresa di trovare la strada bagnata e la luce del giorno ancora lontana. Questo li fa decidere di    proseguire verso Demonte evitando così di percorrere in bici, a sentir loro, il noioso piattume di quei 10 Km.

Arriviamo a Demonte che il chiarore del giorno tarda a farsi vivo, ma a questo punto non si può proseguire oltre e li faccio scendere con le minacce, no scherzo. Tra una parola e una barretta, per perdere tempo, finalmente possono partire in sella alla bici e io li precedo in auto e appostandomi al lato della strada inizio ad effettuare i primi scatti, con la temperatura che stenta a salire. Il passaggio attraverso Vinadio avviene ancora nella totale assenza di traffico circostante, vista anche l’ora.

Alle prime rampe del Maddalena compare anche un pallido sole che fortunatamente ci accompagnerà per tutto il giro. La sommità del colle viene raggiunta dai tre “pseudo eroi” alle 7,50. Seguono le foto di rito che contribuiranno a fissare nella “nostra” memoria questa indimenticabile giornata. Appena il tempo per sgranocchiare una barretta e indossare il giubbino antivento che si inizia la lunga discesa verso l’attacco del col de Vars.

Il col de Vars è più impegnativo del precedente e quindi viene affrontato dai tre “aspiranti eroi” con la giusta andatura, anche considerando che dopo questo non è mica finita……

Io che li seguo e a volte li precedo sull’auto comincio ad avvertire i primi sintomi di stanchezza, loro invece sembrano più freschi di quando sono partiti, mah sarà il pensiero di emulare il grande Fausto Coppi che fa passare la fatica della salita in secondo piano.

Arrivati in cima al colle alle 10, solite foto e solite barrette e poi giù verso Guillestre da dove si svolta verso il col de l’Izoard.

Anche l’ascesa al Col de L’Izoard, specie da questo versante, non è affatto una passeggiata, ma i tre dimostrano di essersi preparati bene per l’evento e affrontano la rampa di Brunissard  e i successivi duri tornanti come bere un bicchier d’acqua. E’ d’obbligo la sosta con foto ricordo al cospetto della stele di Coppi e Bobet, sulla spettacolare Casse Deserte, e i tre “apprendisti eroi” dimostrano ancora la freschezza atletica di quando hanno iniziato, complimenti.

La strada che separa la Casse Deserte dalla sommità del col de l’Izoard viene percorsa in breve tempo. Il colle alle 13 è già pieno di traffico, le auto, moto e bici che arrivano e partono contribuiscono ad affrettare i tempi per la ripartenza e dopo aver fatto le foto di rito si va verso Briancon, anche questa discesa viene affrontata in sicurezza ma ad andatura sostenuta cos’ che la cittadina francese è presto raggiunta e superata. Al cospetto della fontana di Napoleone si rende necessaria una sosta tecnica e io ne approfitto per avvisare Roberto, che è sul colle del Monginevro, del nostro imminente arrivo. Una volta arrivati sul colle incontriamo l’amico e scattiamo alcune foto. Sui volti dei tre “eroi” sono già impressi  segni di visibile soddisfazione per aver quasi completato il mitico giro, ma è Sergio a riportare i suoi due compagni di avventura con i piedi per terra, ricordando loro che le difficoltà non sono ancora concluse e che dopo la breve discesa verso Cesana li attende una salita tutt’altro che banale. Il Colle del Sestriere è li a portata di pedale, però bisogna arrivarci. Ma non sarà certo questa ultima difficoltà a frenare il rapido avvicinamento a Pinerolo di Lanfranco, Leo e Sergio, che con una buona andatura superano anche questa asperità. Adesso sul colle del Sestriere possono lasciarsi andare a giustificate manifestazioni di giubilo sollevando al cielo le bici. E’ quasi l’ora del tramonto quando arrivano alle porte di Pinerolo e c’è appena il tempo per congratularsi a vicenda e caricare le bici sul tetto dell’auto per vedere peggiorare le condizioni meteo, ma a questo punto non ha più importanza, la fantastica cavalcata in bicicletta si è conclusa nel migliore dei modi e siamo tutti concordi nel decidere di trovarci a casa di Leo per una altrettanto fantastica spaghettata e rivivere a caldo i momenti più belli di questa lunga giornata. Per concludere questa cronaca, che ho scritto anche con lo scopo di fissare meglio nella mia memoria i momenti salienti di una giornata passata con tre amici, condividendo con loro ogni metro di questi 240 km.    







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