14 ottobre - ECCO IL TOUR: NEL CENTENARIO DEI PIRENEI, SCALATE ALL'OMBRA DEL DOPING
PARIGI - "La lotta al doping è una necessità assoluta". Dal palco della presentazione del Tour 2010, il direttore della corsa transalpina Christian Proudhomme ripete una cantilena ormai sfiatata. Quale lotta al doping in un Tour che vedrà, molto probabilmente, fuori da ogni ruolo l'Agenzia antidoping francese, quella che fece strame dei corridori al "Cera" nel 2008 e che quest'anno si è limitata a fare da supervisore agli operatori dell'Uci, con cui è ormai in rotta di collisione?
Quella dell'Uci e basta. La stessa Uci, accusata di recente (con una lettera al presidente McQuaid) di pesanti leggerezze e trascuratezze nell'esercizio dei controlli dell'ultima edizione. Ritardi, lasso di tempo troppo ampio lasciato agli atleti e senza alcun controllo, provette conservate e trasportate male? Probabilmente. A queste condizioni quale credibilità? Quale credibilità mentre,a fronte di un Tour 2009 senza corridori positivi all'antidoping, la Gendarmerie francese ha sequestrato nei rifiuti della squadra vincente (primo e terzo posto con Contador e Armstrong) siringhe sospette?